VINUM
2008
Alba (CN) 25/27 aprile e 1/4 maggio 2008
Giunge alla 32° edizione VINUM, il più
importante appuntamento in Piemonte dedicato ai turisti del vino. Quest’anno
l’iniziativa si svolgerà in anteprima dal 25 al 27 aprile con “focus”
dedicati ai vini del Piemonte ed a seguire dal 1 al 4 maggio con
protagoniste le grandi firme e le grandi annate di Langa, Roero, l’altro
Piemonte, Italia ed alcune espressioni della viticultura estera.
Si annunciano importanti novità all’insegna di un Vinum sempre più
importante ed unico! Alcune anticipazioni:
- Un palcoscenico interamente dedicato alle storiche annate di produttori
leader di Barolo e Barbaresco.
- Oltre 250 produttori di vino di Langa e Roero, del Piemonte, di molte
Regioni d’Italia presenti.
- Importanti degustazioni dedicate ai principali e noti vini autoctoni
italiani.
- Visite alle Cantine di Vinum aperte per gli enoturisti e pacchetti
turistici personalizzati.
Fonte : www.gowinet.it
Afghanistan i tesori ritrovati
Le collezioni del museo nazionale di Kabul
Dal 25 maggio al 23 settembre 2007 + proroga fino al 18 novembre al Museo di Antichità di Torino
unica tappa italiana della mostra
Torino, 10 aprile 2007 – Arriva a Torino una esposizione di capolavori che
rappresentano un patrimonio dell’umanità e che sono esposti per la prima
volta al mondo occidentale.
Al grande fascino di queste opere si aggiunge l’interesse per le incredibili
vicende che hanno subito. Per lungo tempo infatti si è creduto che questi
oggetti fossero stati perduti per sempre e che il loro destino fosse quello
di seguire la sorte delle sculture dei Budda di Bamiyan. Essi erano invece
stati asportati dal Museo Nazionale di Kabul già fin dal 1989 per essere
messi al riparo durante la guerre civili. Una parte importante di questi
tesori furono nascosti nelle casseforti della Banca Centrale di Kabul a
rischio della vita dei pochi generosi studiosi e amministratori pubblici
afghani che non rivelarono mai il segreto, fino al 2004 quando la situazione
politica permise che le casseforti venissero aperte in sicurezza. I reperti
finalmente hanno potuto essere “ritrovati” e, grazie ad un intervento
congiunto franco-afghano e a contributi internazionali, restaurati e
riportati al loro primitivo splendore.
Oggi Torino è l’unica tappa italiana della mostra che ha preso l’avvio il 6
dicembre 2006 al Museo delle Arti Asiatiche Guimet di Parigi e che
proseguirà in altre città europee e americane.
I partner europei coinvolti con la Fondazione per l’Arte in questo evento
hanno altresì definito un comune impegno a favore dei necessari interventi
di restauro del Museo di Kabul.
L’arrivo a Torino della mostra era già stato annunciato, come suggello
culturale della cooperazione italo-afghana - dal Ministro Massimo D´Alema
nel suo intervento alla tavola rotonda “Afghanistan - Democrazia, giustizia
e sviluppo: il ruolo delle donne” tenutosi venerdì 16 febbraio 2007 alla
Farnesina, alla presenza del Presidente afghano Hamid Karzai.
Torino vanta un precedente illustre con l’Afghanistan: infatti già nel 1961
ebbe a ospitare presso la Galleria d’Arte Moderna la grande mostra
“L’Afghanistan dalla Preistoria all’Islam”.
L’onere organizzativo della mostra di Torino è interamente sostenuto dalla
Fondazione per l’Arte della Compagnia di San Paolo - ente strumentale della
fondazione ex bancaria Compagnia di San Paolo – che ha come scopo statutario
la salvaguardia, l’arricchimento e la valorizzazione del patrimonio
artistico e la diffusione dell’interesse per l’arte.
Collaborano alla realizzazione della mostra la Direzione Regionale per i
Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte, l’Associazione Torino Città
Capitale Europea e l’Associazione Giovanni Secco Suardo. La mostra è posta
l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica e ha ottenuto il
patrocinio dei Ministeri per gli Affari Esteri e per i Beni e le Attività
Culturali, nonché del Comune di Torino, della Provincia di Torino e della
Regione Piemonte. Un ringraziamento va anche alla Reale Mutua Assicurazioni.
“L’intento della Fondazione – spiega il Presidente della Fondazione per
l’Arte Carlo Callieri – è innanzitutto quello di contribuire a valorizzare e
a diffondere la conoscenza dell’arte e della cultura. Questa mostra è un
chiaro esempio di come nell’antichità il mondo fosse integrato almeno quanto
oggi, in epoca di globalizzazione. L’arte rappresentata coglie non solo
l'evoluzione storica dell'Afghanistan, dall'età del Bronzo all'impero dei
Kouchan, fino al II secolo dopo Cristo, ma anche un mondo aperto dove le
idee viaggiavano, dove la bellezza faceva parte della vita terrena e di
quella dell’aldilà, un mondo grande quanto l’Eurasia intiera che vedeva
l’Afghanistan dialogare con il Chersoneso, il Bosforo e la Cina, Alessandria
e il sub continente indiano.”
“In questo caso - prosegue Callieri - vi è anche il proposito di proseguire
in una ampia operazione di rilancio di Torino come città in grado di
organizzare e sostenere eventi culturali di rilevanza internazionale. La
mostra, infatti, fornirà anche l’opportunità di proporre al pubblico una
nuova fruibilità dell’area archeologica antistante al Museo di Antichità di
Torino ed in particolare del teatro romano.”
Nel corso dell’apertura della mostra è previsto lo svolgimento di una
rassegna di film e documentari sull’Afghanistan, molti dei quali inediti per
l’Italia e di particolare valore artistico.
Tempo permettendo, tali proiezioni, tutte a ingresso libero fino a
esaurimento dei posti disponibili, verranno effettuate all’aperto, nel
teatro romano, offrendo così agli spettatori anche la suggestione unica di
fruire di tale area archeologica di Torino.
Oltre alle proiezioni è anche previsto un ciclo di conferenze su temi di
carattere sociale e culturale.
Museo di Antichità di Torino
Piazza Duomo angolo via XX Settembre
dal 25 maggio al 23 settembre 2007
Orario:
Da martedì a domenica dalle 10,30 alle 19,30;
giovedì e sabato prolungato fino alle 23.
Biglietti
Intero: mostra e visita al Museo di Antichità € 8
Ridotto: mostra e visita al Museo di Antichità € 5
Ridotto oltre i 65 anni e dai 18 ai 26 anni.
Gratuito fino a 18 anni.
Gratuito per tutti ogni martedì dalle 10,30 alle 14 e ogni sabato dalle 19
alle 23.
Ingresso libero per i possessori dell’Abbonamento Musei Torino Piemonte
Fonte : www.fondazionearte.it
Proroga fino al 18 novembre
Torino, 3 settembre 2007 - La Fondazione per l’Arte della Compagnia di San
Paolo, incoraggiata dalla straordinaria affluenza di visitatori registrata,
ha deciso di prorogare la mostra “Afghanistan i tesori ritrovati”, fino a
domenica 18 novembre 2007.
48 giorni di mostra in più
Grazie alla proroga, la mostra chiuderà a Torino non più il 23 settembre
bensì domenica 18 novembre 2007. Un’opportunità che permetterà ad altri
visitatori di utilizzare ben 48 giorni in più per ammirare questa
esposizione, a Torino unica tappa italiana.
Anche gli spettacoli che si sono svolti durante l’estate nel teatro romano
sono stati molto seguiti e apprezzati dal pubblico, che ha anche accolto con
entusiasmo l’occasione di poter fruire di un luogo tanto affascinante eppure
mai utilizzato prima.
Festeggeremo i successi della mostra e questa straordinaria occasione di
poterla prorogare, mercoledì 12 settembre dalle 21,30 nel teatro romano con
musica dal vivo, balli e degustazioni etniche, oltre naturalmente alla
visita della mostra. Tempo permettendo, ovviamente. Le iscrizioni sono
aperte fino ad esaurimento della capienza dell’area, circa 500 posti. Per
informazioni ed iscrizioni: www.fondazionearte.it, tel. 011 5118799.
Oltre 66 mila visitatori nei primi 87 giorni
Fino a oggi sono state oltre 66 mila le presenze (dal primo giorno di
esposizione, il 25 maggio, fino a domenica sera 2 settembre) e i dati
forniti dalla biglietteria permettono di individuare la tipologia dei
visitatori. I possessori dell’Abbonamento Musei 2007 e di Torino Piemonte
Card, quindi provenienti dalla regione, sono stati 18 mila, il 27,3 %. I
paganti, verosimilmente in parte da fuori Piemonte, sono stati circa 20
mila, circa 30% . E’ interessante notare che i giovani sotto i 18 anni sono
stati oltre 5.500 (l’8,43%) e poiché il periodo non era scolastico, questo
dato è collegabile in gran parte a visite di gruppi familiari.
Ma la maggioranza dei visitatori hanno approfittato delle numerose occasioni
di gratuità (il martedì fino alle 14, il sabato dalle 19 alle 23 e il 15
agosto): gli ingressi sono stati oltre 21 mila (il 31,88%). La scelta della
Fondazione per l’Arte di offrire al pubblico opportunità di fruizione
gratuita è stata dunque molto apprezzata durante tutta l’estate e in
particolare il mese di agosto, con il record di 2.150 visitatori toccato il
giorno di ferragosto, nel quale è stato raggiunto e superato il
significativo traguardo di 50 mila visitatori.
Infine, quasi 1.500 sono stati gli ingressi omaggio offerti dalla raccolta
punti dell’iniziativa “Passepartout”, del quotidiano La Stampa.
Visite scolastiche: un’opportunità per i giovani
Ora la Fondazione per l’Arte intende anche offrire un’opportunità in più ai
giovani: grazie alla proroga autunnale le istituzioni scolastiche potranno
decidere di programmare visite degli studenti, cogliendo un’occasione di
alto valore didattico per i molteplici spunti di discussione
interdisciplinare che possono scaturire da una visita ai tesori ritrovati
dell’Afghanistan, a diversi livelli di approfondimento. A questo proposito,
d’intesa con la Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo, è
previsto un concorso che premierà le scuole che realizzeranno i migliori
approfondimenti su temi quali la professione dell’archeologo tra mito e
realtà; tesori in pericolo: patrimoni artistici minacciati dall’uomo;
l’Afghanistan: antico crocevia di diverse culture. Il bando di concorso e la
scheda di adesione saranno disponibili sul sito www.fondazionescuola.it da
lunedì 10 settembre 2007. Parallelamente la REAR (Servizi Museali Museo di
Antichità, tel. e fax 011- 43.96.140) organizza visite guidate calibrate per
diversi livelli e orientamenti scolastici e accompagnate da personale
qualificato, mentre le attività di laboratorio offriranno un approccio
diretto e manuale agli oggetti d’arte attraverso l’apprendimento di tecniche
di lavorazione di metalli e altri materiali.
FIERA
INTERNAZIONALE DEL LIBRO 2007 XX EDIZIONE Torino
Lingotto Fiere, 10-14 maggio
I CONFINI, TEMA CONDUTTORE DELLA FIERA 2007
Torino, 14 febbraio 2007 - L’edizione 2007, con cui la Fiera del libro
festeggerà i suoi vent’anni, avrà per tema conduttore i confini. Un motivo
che consentirà di affrontare alcuni tra i problemi più scottanti della
nostra epoca. Il confine è infatti ciò che segna un limite, e dunque separa,
ma insieme unisce, mette in relazione. Un concetto che la Fiera intende
appunto declinare nella sua accezione di apertura e di scambio. Il confine
mette in gioco un’idea di polarità, di opposizioni che si possono risolvere
in una dialettica costruttiva. E allo stesso tempo ci rimanda l’immagine
complessa, paradossale e contraddittoria del mondo d’oggi. Primo paradosso:
un mondo sempre più virtualizzato e globale sembrerebbe avere attenuato o
addirittura abolito il concetto di separatezza, sostituito da quello di un
gigantesco mercato, che consuma ovunque i medesimi prodotti. Eppure i
confini cancellati dai mercati ritornano drammaticamente sia nella crescente
divaricazione tra Paesi ricchi e Paesi poveri, sia nell’affermazione di
esasperate identità locali, opposte le une e altre, che si risolvono in
tensioni, conflitti, guerre di tutti contro tutti. Le divisioni etniche e
religiose, lungi dal conciliarsi in un dialogo possibile, scatenano
opposizioni sempre più radicali e devastanti, che si affidano al braccio
armato dei terrorismi. La miscela di cosmopolitismo, globalizzazione e
fanatismi locali produce nuovi recinti e innalza nuovi muri. Di qui anche le
diversità tra il multiculturalismo di ieri e di oggi. Se ieri i flussi
migratori tendevano a integrarsi nelle società d’arrivo (come nel caso degli
italiani d’America), oggi i nuovi migranti tendono a isolarsi nelle grandi
città dell’Occidente, in una spirale perversa di frustrazioni e
risentimenti. Tipico è il caso di Londra, ma anche di Parigi, in cui i
confini d’un tempo si sono trasferiti all’interno della città. Le periferie
invadono i centri storici, ma non se ne fanno assorbire, restano delle
enclaves. E’ andato in crisi anche il modello dello Stato-nazione, troppo
esteso per assorbire movimenti regionalistici o localistici, e per garantire
a tutti una rappresentanza equilibrata. Confini tracciati astrattamente
sulla carta geografica, come nel caso dell’Irak, diventano dei contenitori
di scontri senza remissione. A sua volta, l’integralismo religioso
rappresenta un modello totalitario diverso da quello dei regimi autoritari
tradizionali, e impone nuove analisi e nuove risposte. La Fiera 2007
declinerà il tema dei confini in alcuni grandi filoni. Il primo è dedicato
agli aspetti storici, politici e sociali, e identifica due tipici casi di
città di confine come luogo d’incontro e di ibridazione d’esperienze
diverse: Trieste, porto della Mitteleuropa, e Istanbul, ponte tra Occidente
e Oriente. La città di Svevo, di Saba (e di Joyce), e quella di Nazim Hikmet
e di Orhan Pamuk, bacini di raffinati incroci culturali. Il difficile
rapporto tra centro e periferie troverà un’esemplificazione nei casi
drammatici di Londra, Parigi e Napoli. Decisiva appare la frontiera
invisibile che mette in relazione Oriente e Occidente, all’ombra del “caso
Cindia”. Ma nella società della vita d’ogni giorno non sono meno importanti
le nuove identità giovanili; o ancora, i confini di quel precariato che si è
configurato come uno dei grandi problemi nazionali, e sui cui porteranno la
loro testimonianza i giovani scrittori che se ne stanno occupando. Lo stesso
mondo imprenditoriale è chiamato a dare risposte non elusive ai confini
etici che devono regolare ogni business. E poi: quali relazioni intercorrono
tra la realtà e un mondo virtuale sempre più invasivo, che surroga i
rapporti diretti in astrazioni che si rinchiudono su se stesse, in una sorta
di autismo digitale? Il confine ispira anche una serie di metafore che
toccano in campo letterario la distinzione tra generi (ad esempio fiction e
non fiction) o in campo antropologico quei “non luoghi”, codificati da Marc
Augé, in cui tanta parte della vita contemporanea continua a svolgersi
nell’anonimato della “folla solitaria”. Ancora: dove corrono i confini di un
possibile dialogo tra Cristianesimo e Islam? E quelli della ricerca
scientifica nel campo biologico, le cui stesse conquiste pongono dilemmi
sempre più ardui? Infine anche il campo scientifico e tecnico propone una
serie di polarità affascinanti. Ad esempio il rapporto tra il micro delle
particelle elementari e il macro del cosmo, tra universo e mondo subnucleare,
indagato con strumenti sempre più sofisticati, alla ricerca dei mattoni
primi della materia e di una possibile spiegazione del Big Bang originario.
Non meno intriganti i confini delle idee: Internet rappresenta la frontiera
della libertà o la porta del controllo? Fin dove si spinge l’uso politico
della Rete? Di chi sono le idee? La questione della proprietà delle opere
dell’ingegno ha acceso un dibattito che, lungi dall’esaurirsi, è appena agli
inizi. Infine, dove corre il confine tra umano e animale? Si può parlare di
etica e diritti di animali che ci sono più vicini di quanto siamo disposti
ad ammettere? Questi, indicativamente, alcuni dei temi che verranno
dibattuti da ospiti autorevoli nei cinque giorni del Lingotto.
Fonte : http://www.fieralibro.it/
Torino I
Macchiaioli a Palazzo Bricherasio 16 Febbraio - 10 Giugno 2007
La mostra, curata da Francesca Dini, propone un itinerario di
oltre cento opere, articolato in otto sezioni, volto a studiare l’originale
e rigoroso rapporto dei Macchiaioli con “i principi del vero".
La prima sezione (Origine e affermazione della "macchia") esemplifica con
noti capolavori di Signorini (Pascoli a Castiglioncello, Ritorno dalla
capitale e Giovani pescatori), De Tivoli (Una pastura), Vito D'ancona,
Giovanni Fattori, Raffaello Sernesi, l'invenzione della "macchia", strumento
ed emblema del movimento dei realisti toscani.
La seconda sezione (Castiglioncello e Piagentina, realtà e lirica del
paesaggio) introduce al momento più poetico della storia dei Macchiaioli
come movimento unitario. Nel corso degli anni sessanta infatti tali artisti
alternarono la loro presenza tra la villa del critico e mecenate Diego
Martelli a Castiglioncello e la campagna fiorentina di Piagentina: le
splendide predelle di Borrani, Sernesi, Abbati (di quest'ultimo in
particolare si segnala l'inedito Paese di Vada nella Maremma toscana),
straordinari capolavori di Fattori (Riposo in Maremma, Criniere al vento,
Pasture in Maremma, Diego Martelli a Castiglioncello), Signorini (I renaioli
sull’Arno), Lega (La visita in villa), attestano un nuovo modo di
rapportarsi con il paesaggio.
La terza sezione (L'epica del quotidiano) ruota attorno al ritrovato
capolavoro di Telemaco Signorini L'alzaia, oggi proprietà di una collezione
inglese, e raggruppa splendidi dipinti (di Fattori - Le macchiaiole e
Raccolta del fieno in Maremma, di Borrani - Cucitrici di camicie rosse, di
Abbati - L’orazione, di Lega - Educazione al lavoro) esemplificativi di
quella sublimazione del tema lavoro e della realtà della vita quotidiana
italiana del tempo, che è dimensione primaria di questi pittori.
La quarta sezione (Presagi di Naturalismo nella pittura dei Macchiaioli) si
raccoglie attorno al magnifico Ave Maria di Fattori, non più visto da oltre
cinquant’anni, attestando l’insinuarsi nella poetica dei Nostri di
inevitabili influenze internazionali, che contemperano da un lato la pittura
dei campi di Jules Breton (Cristiano Banti, Confidenze), e dall’altro il
caldo olandesismo degli interni di Alfred Stevens e di James Tissot
(Signorini -Non potendo aspettare, Borrani - Una visita al mio studio,
D’Ancona - Signora in conversazione).
La quinta sezione (La declinazione “gentile” del vero) documenta l’impegno
di artisti macchiaioli della seconda generazione ad una trascrizione
“oggettiva” del vero che, depotenziando i valori di sintesi e di tensione
etica della precedente produzione macchiaiola approda dopo il 1870 ad un
fare più piacevolmente narrativo. Sono esposte le opere di Gioli (Il Monte
di Pietà e Boscaiole di San Rossore), Cannicci (Il girotondo e Primi raggi),
Ferroni.
A partire dagli anni Ottanta i capiscuola macchiaioli, pur rimanendo fedeli
ai temi precipui del Realismo, tendono a sviluppare percorsi individuali,
Fattori esprimendo con rigore nel verismo integrale dei grandi quadri
maremmani, il sentimento di appartenenza alla civiltà della sua terra (Sesta
sezione: La “verità” di Fattori) Signorini privilegiando il “carattere”
nella tipizzazione dei volti di Riomaggiore (Settima sezione: Il “carattere”
di Signorini); Lega accentuando la spiritualità delle sue donne del Gabbro
(Ottava sezione: Il “Sentimento” di Lega). E’ attraverso questi tre grandi
maestri che l’eredità dei Macchiaioli si consegna al Novecento.
Fonte : http://www.palazzobricherasio.it/
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