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VENEZUELA
Informazioni : "La
storia del Venezuela"
Venezuela terra di mescolanze e di contrasti che stuzzicano i sensi:
come un sorriso del continente del Mar dei Caraibi, come un abbraccio
tra il grande fiume e l’oceano Atlantico come l’ansia delle Ande per
toccare il mare. Tutto questo è il Venezuela.
“Terra di Grazia” che racchiude savane, selve, fiumi, isole, montagne ma
soprattutto, vita. Vita che straripa dagli argini con le forti piogge e
non cessa di cantare, correre e volare. Una terra in cui l’uomo è stato
il fautore dell’indipendentismo continentale dal dominio spagnolo e dove
ancora vivono gli atavici spiriti dei fiumi e delle cascate. Una terra
in cui l’abbraccio tra l’Europa, l’Africa, l’America ha procreato il
meticcio che passeggia per le grandi avenidas e sentieri rurali.
Il Venezuela paese, 'scoperto' da Cristoforo Colombo, fu così chiamato
(letteralmente 'piccola Venezia') dall'esploratore Alonso de Ojeda
l'anno successivo all'arrivo del navigatore genovese. Il primo
insediamento spagnolo sul continente risale al 1521, presso la città di
Cumaná. Ai tempi della conquista spagnola, in Venezuela vivevano almeno
500.000 indigeni appartenenti ai tre principali ceppi etnico-linguistici
dei cariban, degli arawak e dei chibcha.
Le tribù indigene lottarono con tutte le loro forze contro i tentativi
di colonizzazione e di saccheggio da parte degli spagnoli e dei popoli
germanici, i quali lasciarono una scia di sangue dietro di sé nel
tentativo di inoltrarsi nella regione in cerca del mitico El Dorado. La
resistenza delle popolazioni locali venne infine meno quando numerose
comunità caddero vittime delle malattie portate dagli europei: il solo
vaiolo uccise due terzi della popolazione della valle di Caracas.
Ciò nonostante, la mancanza di ricchezze suscettibili di immediata
monetizzazione condusse le potenze coloniali a trascurare lo sviluppo
del Venezuela e ciò produsse insoddisfazione e malcontento tra le classi
sociali più agiate, di discendenza spagnola. I dominatori spagnoli
vennero così cacciati dalla rivolta popolare guidata da Simón Bolívar,
noto localmente col nome di 'El Libertador' che, aiutato da alcuni
mercenari inglesi e da un gruppo di cavalieri provenienti da Los Llanos,
conseguì una vittoria decisiva nella battaglia di Campo Carabobo, presso
Valencia, nel 1821. Bolívar, già fautore dell'indipendenza della
Colombia, continuò la sua missione aiutato dal fedele luogotenente
Antonio José de Sucre e liberò poi l'Ecuador, il Perù e la Bolivia. Il
suo sogno di una federazione chiamata Grande Colombia, destinata a unire
Colombia, Venezuela e Ecuador, svanì con la sua morte nel 1830, quando
il Venezuela si proclamò indipendente adottando una nuova costituzione.
Il periodo successivo all'indipendenza fu caratterizzato dal susseguirsi
di dittature militari, colpi di stato e instabilità economica, finché la
scoperta di enormi quantità di riserve petrolifere nella laguna di
Maracaibo nel 1910 non portò un certo grado di ricchezza al paese. Alla
fine degli anni '20, il Venezuela era divenuto il maggior esportatore di
petrolio del mondo, ma ciò non migliorò di molto le condizioni sociali
della gente comune. La diffusione della povertà e l'inesistenza di
progetti governativi relativamente all'educazione e alla sanità
condussero a una serie di rivolte popolari che portarono il Venezuela
alle sue prime elezioni democratiche nel 1947.
Nonostante una certa stabilità politica acquisita di recente, la scena
politica venezuelana continua a essere contraddistinta da scandali,
corruzione e minacce di colpi di stato. La situazione economica del
paese, messa a dura prova dal crollo del prezzo del petrolio nel 1988,
rimane difficile. I severi provvedimenti riguardanti le speculazioni
finanziarie e i diritti civili adottati nel 1994 da colui che ai tempi
era il presidente della repubblica, Caldera, hanno dato impulso alle
rivendicazioni della corrente politica liberale, ma solo nel 1996
l'opinione pubblica si è schierata apertamente contro di lui. Le
drastiche misure avevano lo scopo di riportare sotto controllo
l'inflazione galoppante e l'allarmante diminuzione del potere di
acquisto della moneta locale, ma l'establishment politico e la
burocrazia hanno resistito a questi tentativi di cambiamento. Resta da
vedere se la cultura economica venezuelana, profondamente tradizionale e
anacronistica, è in grado di aprirsi a una classe sociale in ascesa,
quella della gente di colore.
Nel dicembre 1998, i venezuelani, ormai stanchi dell'inefficienza
governativa, hanno eletto democraticamente alla presidenza del paese
Hugo Chávez, candidato di matrice populista, con il più alto margine di
voti a favore degli ultimi 40 anni; attuale presidente della Repubblica
del Venezuela.

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