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PERÚ
Machu Picchu
Scoperto
nel 1911, da Hiram Bingham, Machu Picchu è uno dei più suggestivi ed enigmatici
siti archeologici della terra.
Fu un'inaccessibile fortezza, ma soprattutto un luogo sacro costruito in
condizioni ambientali proibitive; rimane il mistero di come, un popolo che non
conosceva nemmeno l'uso della ruota, abbia potuto erigere una simile meraviglia.
Intorno
al 1530 i conquistadores, agli ordini di Francisco Pizarro, giunsero in Perù
decisi ad impadronirsene; l'antica potenza dell'impero Inca era minata alle
fondamenta dalla guerra civile che imperversava nella regione e i conquistadores
non fecero altro che darle il colpo di grazia.
Le truppe di Pizarro, approfittando di quel momento di debolezza, sconfissero
uno dopo l'altro i vari sovrani dell'impero; uno di essi, Manco Capac, dopo la
sconfitta abbandonò la capitale Cuzco e si inoltrò nelle Ande per fondare una
nuova città: Vilcabamba.
Vilcabamba divenne una leggenda e una vera ossessione per molti archeologi del
nostro secolo, tra questi Hiram Bingham, dell'Università di Yale, che coltivava
il sogno di ritrovare la città perduta; così nel 1911 organizzò una spedizione
in Perù alla ricerca dell'ormai mitica città.
Partì da Cuzco e percorse tutta la regione esplorando le rive del fiume Urubamba,
incontrò un contadino che si offri ad accompagnarlo a visitare alcune rovine
poste sulla cima di una montagna, che l'indigeno chiamava l'Antico Picco, Machu
Picchu nella lingua locale.
Dopo un avventuroso percorso attraverso la giungla, ponti sospesi e ripide
salite lungo i pendii, la spedizione arrivò in cima a una collina dove alcune
rovine facevano capolino dal folto della vegetazione.
Giunto nei pressi di quella che oggi é conosciuta come la Tomba Reale, Bingham
si rese conto di trovarsi di fronte a qualcosa di straordinario; l'archeologo
credette di aver finalmente trovato Vilcabamba e un anno dopo organizzò un'altra
spedizione per ripulire i ruderi dalla secolare coltre di vegetazione che li
ricopriva.
Il mondo seppe così dell'esistenza di quella cittadella arroccata su uno sperone
roccioso a 2300 metri d'altezza e a 450 metri a strapiombo sulle rive del fiume
Urubamba.
Machu Picchu non era una vera e propria città, almeno non nel senso in cui
intendiamo oggi, ma un insieme di templi, osservatori e palazzi destinati ad
accogliere l'élite degli incas: sacerdoti e uomini di potere.
Una città sacra che aveva anche una valenza strategica, infatti dominando la
valle del fiume Urubamba, che era l'unica via per arrivare a Cuzco, Machu Picchu
svolgeva anche un'importante funzione di avamposto; una vera e propria
roccaforte inaccessibile al nemico, data l'altezza e la conformazione a
strapiombo della roccia su cui é costruita.
Dal punto di vista urbanistico, Machu Picchu, era divisa in due parti da una
scalinata di granito composta da oltre 150 gradini; era il principale asse
viario e collegava la Piazza Sacra al punto più alto dove é situato l'lnti-huatana,
una pietra sacra dedicata a Inti, dio del sole.
La rete viaria della cittadella era molto ripida e costituita prevalentemente da
scalini, per superare pendenze altrimenti eccessive; l'architettura era
perfettamente adeguata alla topografia del luogo.
Eseguendo delle opere di terrazzamento gli Incas furono in grado di realizzare,
in uno spazio tutto sommato piccolo, un'armonica successione di templi,
santuari, piazze, quartieri residenziali, zone agricole e perfino un complicato
sistema di bacini d'acqua.
Tra le costruzioni più importanti troviamo Il Tempio del Sole (la prima
costruzione scoperta da Bingham), un edificio privo di tetto posto nella parte
sud-orientale del settore urbano, che cinge con un tratto di muro dalla forma
semicircolare una roccia levigata usata per le funzioni religiose connesse con
il culto del Sole.
Il già citato Inti-huatana: luogo dove é collocata una pietra dalla strana
foggia, sormontata da una grossa colonna, che permetteva agli incas di conoscere
l'altezza del sole e di calcolare l'ora, le stagioni, i solstizi, glï equinozi
basandosi sulla posizione e la lunghezza dell'ombra proiettata.
Dalla sua scoperta Machu Picchu non ha mai smesso di essere un vero e proprio
enigma archeologico, sul quale si formulano domande che forse resteranno per
sempre senza risposta.
Secondo l'archeologo peruviano Vargas, Machu Picchu sarebbe stata abbandonata
dalla sua gente verso la fine del XV° secolo, molti anni prima dell'arrivo degli
Spagnoli; fu un abbandono repentino il cui motivo rimane un grande mistero.
Sono state avanzate diverse teorie, ma nessuna è suffragata da prove concrete.
La prima ipotesi fa riferimento alle numerose guerre tra tribù Incas che erano
piuttosto frequenti, e che nel peggiore dei casi, terminavano con lo sterminio
di massa dell' intera comunità nemica.
La seconda teoria chiama in causa una curiosa e sinistra usanza del popolo Inca:
secondo la tradizione del popolo andino chiunque fosse stato giudicato colpevole
di violenza carnale nei confronti di una delle sacre "ajllas" (le vergini del
sole) veniva messo a morte assieme ai suoi servitori, ai parenti, ai vicini e a
tutta la comunità; perfino il bestiame veniva ucciso. Il luogo di provenienza
del dissacratore era poi maledetto e dimenticato per sempre. Machu Picchu ha
subito questo destino?
Un'altra ipotesi é invece quella dell'epidemia, non é escluso che un morbo
terribile abbia colpito la città costringendo le autorità ad abbandonarla
insieme a tutta la popolazione.
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