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MONGOLIA
Le UAZ
Per spiegare a chi viaggia in Mongolia cosa sono i mezzi UAZ che
utilizziamo durante i nostri tour, abbiamo pensato di riportare un articolo
scritto da un nostro cliente viaggiatore, Daniele Cascone, proprio riguardo a
queste particolari jeep russe:
La
Mongolia è un mondo a parte e come tale anche le regole per muoversi sono
diverse!
Se negli altri paesi si sono imposti i modelli 4x4 di note case
automobilistiche giapponesi, in Mongolia la macchina che più si adatta alle
esigenze dei viaggiatori è la UAZ. E non tutte le UAZ, godono di tale
privilegio: solo i modelli storici, prodotti negli anni '60, resistono a
qualsiasi attacco da parte della concorrenza.
UAZ è una
casa automobilistica dell'ex Unione Sovietica, fondata nel 1941.
La prima considerazione che si ha vedendone una è "sul serio partiremo con
quel rottame?".
In effetti si tratta di vetture spartane, dal colore triste, in pesante
lamiera, senza alcuna componente elettronica avanzata e dagli interni non
esattamente confortevoli.
Ma qui non si scherza in quanto a spostamenti e la Mongolia non è una meta per
SUV extra-lusso o appassionati di 4x4 della domenica. Le strade non esistono,
la segnaletica neanche e non è raro percorrere chilometri su chilometri senza
incontrare anima viva.
Ci si
ricrede dalla considerazione iniziale sulle UAZ una volta percorsi i primi
chilometri: nessun fuoristrada e nessuna tecnologia al mondo potrebbero
sostituire questi portentosi mezzi che sembrano nati apposta per la steppa,
dove le strettissime piste sterrate
(quando ci sono) sono un susseguirsi di buche, dossi, avvallamenti e tipologie
di terreno più disparate.
Ma la
maggior parte del merito va agli autisti mongoli, che guidano come se stessero
percorrendo le vie di una tranquilla cittadina. Inoltre, grazie alla
diffusione delle UAZ, ogni autista conosce nei minimi particolari tutte le
componenti tecniche che, in caso di avaria, possono essere riparate anche in
pieno deserto.
Ma
non solo: è sorprendente la capacità dei mongoli di orientarsi in mezzo al
nulla. Le piste cambiano a seconda della percorribilità del momento e non
esiste una direzione fissa da seguire. Ogni autista si orienta tramite le
montagne o segni particolari del territorio (se ce ne sono). Poi si chiede ai
rari nomadi che si incontrano a cavallo o a bordo di motociclette, e si va
avanti.
Con questo metodo, che può sembrare approssimativo, il nostro autista Puujee
non si è mai perso, portandoci puntualmente a destinazione.
Alla fine
del viaggio, si è completamente affascinati da questa "macchina senza
fronzoli" che se ne vorrebbe comprare una (in Mongolia vengono ancora
prodotte).
E, dopo migliaia di chilometri sulle piste mongole, quasi si sente la mancanza
di quello sballottamento che il moderno asfalto non ci concede più!
(Per
saperne di più sulle UAZ, ecco la relativa voce su
Wikipedia)
Autore :
Daniele Cascone
Fonte :
http://www.reflectiva.com/post.php?id=615

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