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MALI
Tour : "Dogon,
Fiume Niger e Montagne"
Tipologia tour : Tour in fuoristrada alla scoperta di luoghi
incontaminati e lontani dal turismo di massa
Durata : 14 giorni / 12 notti
Partenze individuali : su richiesta.
Partenze
di gruppo : vedi tabella a fondo pagina.
Periodo indicato : da ottobre a febbraio. Tuttavia è possibile effettuare
il tour anche in altri periodi (vedi la nota clima a fondo pagina).
Codice : MLTC1403
L’Imperatore Askia dell’Impero
Songai trovò rifugio tra le montagne del Gandamaya una catena montuosa
che ricorda la Monument Valley americana. Questo luogo suggestivo e
lontano è solo una parte del nostro viaggio che vi porterà alla scoperta
del Paese Dogon con il suo straordinario Popolo, la mitica Timbuctù e il
Fiume Niger qui chiamto Djoliba. Storia e Architettura a Mopti, Segou e
Bamako, sulle tracce di una cultura millenaria che ha segnato
profondamente questo angolo d’Africa. Consigliato a chi ha una forte
motivazione alla scoperta di luoghi incontaminati e lontano dal turismo
di massa.
1° giorno, giovedì : Italia -
-
Bamako
Partenza con volo di linea con coincidenza per Bamako, arrivo in
tarda serata. Trasferimento e pernottamento in hotel.
2° giorno, domenica : Bamako - Segou
Al mattino visita di Bamako, la capitale del Mali. Il suo nome
deriva dall’espressione in lingua Barbara “Bama-Ko” letteralmente
“riva dei coccodrilli” poiché la città si sviluppa lungo il fiume
Niger (localmente chiamato Djolibà) che in passato in questa zona
era densamente popolato dai questi rettili acquatici. I primi
abitanti furono dei pescatori Somono, in seguito la fertilità delle
terre e l’abbondanza d’acqua consentirono l’istallazione di
agricoltori Barbara, oggi il piccolo villaggio di poche centinaia di
abitanti del secolo scorso è divenuto una città che si estende per
oltre 40 chilometri e ha più di un milione di abitanti. Tutta la
città brulica di una attività frenetica e sin dalle prime luci
dell’alba gli innumerevoli negozi e mercati si animano di un
incessante e gioioso “chiacchiericcio”. Tutto si svolge per strada,
dalla riparazione dei camions alla tessitura, oltre che naturalmente
l’attività commerciale, infatti il “Faire du Marche” è l’attività
preferita dai Maliani, che per le loro doti mercantili sono
conosciuti in tutta l’Africa. Una vista al Mercato di Medina
permette di fare un tuffo nel pieno della vera Bamako; in questo
immenso spazio che si stende per ben 30 ettari si concentrano le
principali vendite all’ingrosso, si possono osservare prodotti
provenienti dalle più disparate regioni dell’Africa occidentale:
Yucca (Ingame o Yam), manioca, platano (bananes plantin) oltre che
innumerevoli varietà di cereali e spezie. Interessantissimo è il
padiglione dedicato all’estetica delle signore bene della città,
dove esse si sottopongono per ore e a volte giorni a laboriose
sedute per creare le capigliature intrecciate e intarsiate di
ornamenti caratteristici di questa parte d’Africa, oltre che alla
pittura con l’Henné di mani, piedi e contorno labiale. Interessante
è l’area dei fabbri, qui ogni oggetto metallico, dalla scatola di
sardine alla ruspa viene smontato e elaborato, grazie al lavoro
manuale e senza tecnologie elaborate degli artigiani fusti del
petrolio divengono casse metalliche, balestre di auto zappe e vomeri
di aratri. Vista del piccolo ma interessante museo nazionale dove
sono custoditi innumerevoli reperti archeologici e oggetti rituali
delle varie etnie di questo immenso paese che si estende per una
superficie che è 4 volte quella dell’Italia. Pranzo in ristorante,
nel pomeriggio partenza per Segou, lungo la strada si possono
osservare diversi villaggi dell’Etnia Barbara con le sue capanne
rotonde coperte da un tetto in paglia e che si aprono sul cortile
comune della famiglia (la concessione) esso ospita le abitazioni del
capofamiglia e delle sue mogli. Arrivo a Segou nel pomeriggio, la
città fu chiamata “la bianca” poiché i francesi dopo la sua
occupazione costruirono innumerevoli abitazioni dipingendole di
bianco per distinguerle dalle sontuose abitazioni rosse dei
possidenti del regno di Segou, proprio per sottolineare il passaggio
di potere, per cui “Segou la rossa” di Biton Coulibali divenne “la
Bianca” del governatore Fadherbe. La città si stende anch’essa sulle
rive del fiume Niger, lungo la darsena attraccano innumerevoli
Pinacce (pinasses) barconi in legno con il fondo piatto generalmente
ricoperti da un tetto in legno e stuoie. Sistemazione in hotel cena
e pernottamento.
3° giorno, lunedì : Segou - Djenne
Partenza al mattino presto per Djenne, lungo la strada si possono
incontrare innumerevoli villaggi dell’etnia Bobo, rimasta a lungo
attaccata alla sua tradizione animista, ne l’Islam né il
cattolicesimo portato dai colonizzatori gli hanno fatto abbandonare
le tradizioni feticistiche. I villaggi si riconoscono subito poiché
hanno un area in cui sono concentrati tutti i granai, questi sono
molto grandi a base quadrata e con tetto in paglia, le case hanno
generalmente tetti in terra battuta sui quali si conservano gli
utensili e si ripongono i prodotti della terra a essiccare, le
concessioni sono più piccole di quelle bambara poiché non è permesso
ai figli di rimanere nella casa paterna dopo il matrimonio. Arrivo a
Djennè, in occasione del suo coloratissimo mercato settimanale che,
verso mezzogiorno, raggiunge il massimo dell’attività, Allevatori
Peul, pescatori Boso, coltivatori Bobo tutti si ritrovano nella
grande piazza antistante la grande moschea, trasformando una
spianata polverosa in un incredibile acquarello i cui colori sono le
genti i loro vestiti e le mercanzie che recano. Visita della città
con i suoi vicoli che si aprono tra case in terra alte anche tre
piani, i suoi palazzi tutti costruiti in adòbe (mattoni crudi) come
la grande Moschea che con i suoi 45 metri di altezza rappresenta la
più grande costruzione in terra del mondo. Visita di una “madrassa”
la scuola coranica, avremo il tempo di osservare lo sciamare delle
genti che se ne vanno dal mercato verso le sperdute terre del delta
interno. Sistemazione in un caratteristico Hotel notte a Djenne.
4° giorno, martedì : Djenne - Paese
Dogon
Intensa giornata in 4x4 dedicata ai villaggi della falesia
meridionali, in questa zona i Dogon si sono islamizzati e quindi
hanno abbandonato la falesia costruendo delle fantasiose moschee in
adobe, inoltre è qui possibile risalire fino in alto della falesia
per visitare quello che nei villaggi animisti è ancora tabù, cioè le
capanne dei feticci, spettacolari sono i villaggi di Teli e di
Kanikombolè. Visita del villaggio di Songo e delle pitture rupestri
che raffigurano immagini e simboli mitologici, in serata arrivo a
Sanga sistemazione nel locale hotel.
5° giorno, mercoledì : Paese Dogon
La mattina molto presto partenza in 4x4 alla volta dei villaggi
Dogon di Falesia. I dogon si rifugiarono in questa regione montuosa
intorno al XII° secolo per sfuggire alle persecuzioni nei islamiche.
L’eccezionale isolamento ha permesso alle loro tradizioni e alla
loro religione animista di arrivare fino ai giorni nostri. Una volta
discesa la Falesia che qui precipita direttamente sulla piana
sabbiosa del “Seno Gondo” appare uno degli spettacoli più grandiosi
di tutta l’Africa, lungo le pareti si trovano arroccate innumerevoli
abitazioni e in alto si possono osservare le grotte e le abitazione
dei Tellem, gli antichi abitanti di questa regione scacciati a loro
volta dai Dogon. Le abitazioni di questo misterioso popolo che si
trovano anche a parecchie centinaia di metri dal suolo vengono oggi
usate dai Dogon come sepolcri e per custodire i “preziosi” feticci.
Per giungere nei villaggi si deve compiere delle marce a piedi a
volte faticose ma che vengono ampiamente ricompensate dallo
spettacolo. Le abitazioni dogon sono costruite in genere su
terrazzamenti, nella concessione familiare vi è inglobato il
caratteristico granaio. I Dogon coltivano il poco terreno che
riescono a strappare tra la roccia e le dune, impressionante è la
capacità di arrampicarsi lungo i sentieri e i crepacci della falesia
che hanno tutti i componenti di questa etnia. Nei villaggi spiccano
le tugunà, si tratta luoghi in cui il consiglio degli anziani tratta
tutte le questioni concernente la vita del villaggio, la loro
caratteristica è di avere una enorme tettoia costruita con gli steli
del miglio, più alta è la tettoia più vecchia è la tugunà. La pianta
delle abitazioni Dogon simboleggia il corpo umano, se si ha
l’occasione di osservarne una dall’alto si può riconoscere la forma
della testa del busto, le braccia e le gambe. Pranzo al sacco. Nel
tardo pomeriggio rientro a Sanga, cena e pernottamento in hotel.
6° giorno, giovedì : Paese Dogon -
Douentza - Navigazione
Intensa giornata in 4x4 dedicata ai villaggi della Piana, Yandouma
con le suo maison a fetiches , Dhiankabou con la sua enorme Tougu’Na.
Bamba dove ogni anno a maggio avviene la pesca sacra, se le
condizioni del terreno e delle piste lo permetteranno visita a
Djankabou dove troviamo il più bello e grande Tuguna’a del Paese
Dogon. arrivo a Douentza da qui riguadagniamo il contatto con la
dorsale asfaltata del paese che ci conduce, passando per Bore dove
possiamo osservare una suggestiva e particolare moschea dai minareti
a forma di torre fortificata, a Konna dove troviamo la Pinasse,
inizio della navigazione in serata posa del campo. Pensione
completa.
Dal 7° all’ 8° giorno, venerdi e
sabato : Il Fiume Niger (navigazione in pinassa)
Navigazione in direzione di Timbuctu durante i giorni di navigazione
sul fiume si attraversa uno degli ambienti naturali più singolari
del mondo: il Delta Interno del Niger dove si possono visitare i
magnifici villaggi dei pescatori Boso che abitano le rive, vivendo
di pesca e di un’ agricoltura di sussistenza. Il Lago Debo offre la
possibilità di vedere delle singolari colonie di cormorani nani
oltre che innumerevoli aironi , talvolta non è raro osservare degli
ippopotami, per buona parte dell’anno il fiume rappresenta per
questa regione vastissima, l’unico mezzi di comunicazione, tutto si
svolge intorno e verso il fiume. La sera la Pinasse accosta e viene
allestito il campo in una riva solitaria o su qualche duna
sovrastante il fiume, questi giorni di navigazione si ricordano
sempre come l’incontro di un mondo senza tempo. Alla sera del 8°
giorno arrivo a Timbuctù e prime visite della città. sistemazione in
hotel cena e pernottamento all’hotel.
9° giorno, domenica : Timbuctù -
Douentza
La mattina presto visita di Timbuctù la mitica “regina delle sabbie,
per secoli centro carovaniero e città faro nella cultura del
medioevo, visita della città nel medioevo rivestì un importanza
fondamentale nello sviluppo dei traffici trans-sahariani. Tra le sue
case costruite in adòbe e calcare si può ancora scorgere l’aspetto
fiero di questa città oramai dimenticata tra le sabbie del Sahara e
il vicino fiume Niger. Città mitica Timbuctù evoca ancora oggi il
miraggio di un tempo in cui grandi le più grandi ricchezze
transitavano e si scambiavano in questa città. Relitti di quell'epoca
in cui le carovane portavano ricchezza e cultura (qui aveva sede una
delle più importanti università del mondo islamico), le Azalaï sono
carovane che portano il sale dalle lontane miniere di Taudennì, con
un poco di fortuna se ne possono vedere tra novembre e marzo. Visita
della grande moschea e della città. L’elemento che più colpisce di
Timbuctù è quello umano, qui vi si incontrano i Songhai, popolazione
di origine remota che ha avuto grande importanza nella storia del
Mali, basti ricordare l’impero Songhai fondato da Sonni Ali Ber, ma
soprattutto i Tuareg i mitici “uomini blu” i veri padroni del
deserto, che qui a Timbuctù hanno avuto e hanno ancora oggi una
grande importanza. Partenza per Douentza per raggiungerla
percorriamo il deserto del Gourma dove è numerosa la presenza di
nomadi sia Peul che Tuareg (Targui). Non prima di aver attraversato
il fiume Niger, con un locale traghetto, in realtà una semplice
piattaforma, i cui orari sono assolutamente aleatori. Pranzo al
sacco lungo il tragitto. Arrivo a Douentza posa del campo e
pernottamento.
10° giorno, lunedì : Douentza -
Hombori
Partenza al mattino, dalla piana sabbiosa vediamo emergere dei
maestosi monti di arenaria le cui falesie cadono a picco da altezze
medie di 500 – 800 mt. Il panorama assomiglia molto a quello che si
osserva nella Monument Valley, la montagna più bella (la Mano di
Fatima) ci annuncia la vicinanza del villaggio di Hombori. Costruito
alle falde del “Kaga Tondo”, la montagna più alta del Mali, Hombori
è abitato dal popolo Songhai, eredi del omonimo impero che nel
XV-XVI° dominò l’Africa Occidentale e che aveva come capitale Gao.
Tra intricate stradine si ha proprio la sensazione di trovarsi in un
luogo senza tempo, non a caso Hombori è stato utilizzato come set
cinematografico per films come “la Genesi” e “Yeleen” entrambi le
opere trattano il tema dell’origine del mondo e sono veri capolavori
della cinematografia Africana. Sistemazione nel locale campement
(molto spartano) cena e pernottamento al campament.
11° giorno, martedì : Hombori - Mopti
In mattinata visita di Hombori si svolge il mercato settimanale. I
Tuareg sono i veri protagonisti, arrivano a cavallo dei loro
dromedari indossando dall’inseparabile “Tabuka’” la spada tuareg. A
lato si svolge anche il mercato dei dromedari. I colorati vestiti (boubou)
e gli sgargianti turbanti (chech) colorano di vita questo villaggio
che durante la settimana ha un solo tono: il grigio sabbia. Tar il
brulicare delle bancarelle improvvisate si possono vedere numerosi
schiavi bellà che vengono per vendere le merci del loro padrone,
questa razza è costituita soprattutto dai discendenti dei
prigionieri che nei secoli passati erano stati fatti dai tuareg
durante le innumerevoli guerre. Oggi molti bellà sono affrancati ma,
soprattutto nelle aree più isolate, moltissimi bellà vivono questa
condizione medievale. Pranzo al campement e rientro lungo la strada
principale a Mopti dove è previsto l'arrivo in serata. Cena e
pernottamento in hotel.
12° giorno, mercoledì : Mopti - Segou
In mattinata visita della città di Mopti. Posta alla confluenza di
due grandi fiumi, riveste oggi un importanza fondamentale per Mali,
poiché dal suo porto le imbarcazioni collegano via fiume regioni che
altrimenti sarebbero completamente inaccessibili per buona parte
dell’anno. Il suo mercato brulicante e carico di odori si sviluppa
soprattutto intorno alla darsena, dove si mescola all’arrivo e al
partire incessante delle enormi piroghe che si riempiono o si
svuotano dei loro carichi di merce e di gente, il tutto in un
atmosfera tanto frenetica da far girare la testa. Pranzo e partenza
per Segou arrivo in serata. Cena e pernottamento in hotel. Pensione
completa.
13° giorno, giovedì : Segou - Bamako -
-
Partenza
Dopo la colazione partenza alla volta di Bamako. Arrivo a Bamako e
consegna delle camere in Day Use, tempo a disposizione per le ultime
visite della città e gli ultimi acquisti. Pranzo libero e cena in un
bellissimo ristorante in stile sudanese. In serata, trasferimento in
aeroporto per l’imbarco del volo di rientro.
14° giorno, venerdì : Italia
Volo internazionale in coincidenza per l’Italia.
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Quote di partecipazione: |
2.250 euro |
3.150 euro |
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valide fino al 27 dicembre 08 |
Gruppo minimo 4
persone |
Partenze
individuali 2 persone |
La quota include:
Passaggi aerei con voli di
linea da Roma e Milano in classe economica
15 Kg di franchigia
bagaglio
Sistemazione negli hotel
e campi indicati in camera doppia
Tutto il materiale da
campo, eccetto sacco a pelo e cuscino
Pensione
completa per tutto il tour eccetto a Bamako
dove non è compresa la cena del
1° giorno
Trasferimenti in vettura
4x4 e minibus
Escursione fluviale in pinasse
Visite ed escursioni come
da programma
Accompagnatore locale di
lingua francese o italiana
La quota non include:
Spese di ottenimento del
visto Mali, da comunicare
Tasse aeroportuali
Eventuali tasse
aeroportuali, di sicurezza e tasse doganali terrestri pagabili solamente in loco
Tasse locali,
ingressi nei
parchi, nei musei, nelle chiese etc. etc.
Acqua e bevande in generale
Mance
Extra personali
Quota gestione pratica, include assicurazione annullamento
(vedi
condizioni e costi)
Quanto non
indicato alla voce "la quota include"
Supplementi:
Alta stagione,
200 euro (dal 20 dicembre al 5 gennaio - dal 01 al 30 aprile – dal 15 luglio al
18 agosto)
Sistemazione
in camera singola, 300
euro
Volo di avvicinamento
da altri aeroporti, su richiesta
Hotel previsti o similari:
-- Mandè
Bamako
1 notte
-- Indipendence
Segou
2 notti
-- Mafir
Djenne
1 notte
-- Campement La Guinna
Dogon 2 notti
-- La Colombe
Timbuctù
1 notte
-- Guest House Hombori
1 notte
-- Kanaga
Mopti
1 notte
-- Tende a Igloo
Nei campi 3 notti
Partenze 2008
Gennaio 12
Febbraio 9, 23
Marzo
8, 22
Aprile
12, 26
Maggio 10
Luglio
12, 26
Agosto 2, 9
Settembre 20
Ottobre 4, 25
Novembre 15
Dicembre 6, 20, 27
Note operative :
Trasferimenti n vetture fuoristrada
durante il circuito (4/5 passeggeri per macchina) e in Minubus a
seconda del tragitto. I pranzi, in corso di trasferimento, sono
solitamente dei pic-nic. Alcuni percorsi a piedi, sulla Falesia,
possono risultare faticosi. Gli hotels di Hombori, Djenne e Sanga
sono senza aria condizionata.
Clima : Le piogge si concentrano tra maggio e settembre. La stagione secca
invece va da novembre a marzo. Sempre a marzo inizia il periodo caldo
che arriva sino a maggio, quando le temperature spesso superano i
40°C. Il periodo migliore per visitare il paese è quello compreso tra
ottobre e febbraio. L’harmattan (un vento caldo, arido e polveroso
proveniente dal Sahara) soffia da dicembre a febbraio, non
costituisce un problema grave ma riduce la visibilità. Nel nord del
paese, verso il Sahara la stagione delle piogge praticamente non esiste.
Visto :
Per l'ottenimento del visto servono : passaporto con validità minima
di 6 mesi, 3 foto formato tessera, certificato febbre gialla, 2
copie del modulo visto compilate in francese o inglese e firmate in
originale.
Voli e tariffe aeree :
Vengono usati voli di linea della compagnia aerea Royal
Air Maroc o Air France. Nel periodi
di alta stagione e nei mesi di maggior affluenza turistica la compagnia
aerea non garantisce le disponibilità e la stabilità delle tariffe aeree. Il
supplemento volo alta stagione sarà applicato in base alla classe di
prenotazione disponibile al momento della richiesta.

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