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EGITTO
Tour : "Gilf
Kebir e il Western desert"
Tipologia tour : tour spedizione impegnativa in jeep nel deserto del Gilf Kebir
e western desert
Durata : 18 giorni / 17 notti
Partenze individuali
: a date libere.
Partenze di gruppo
: vedi tabella a fondo pagina.
Periodo consigliato : da ottobre a maggio, il periodo più temperato
dell’anno
Codice : EGTC1803
Grande spedizione, dai magici scenari del deserto bianco ai profili di dune
del grande mare di sabbia. Il Gilf Kebir, l'angolo vuoto dell'Egitto in
tutta la sua maestosità. Il Western desert orizzonti a perdita d'occhio e
ancora l'oasi di Siwa, l'oracolo di Ammone e l'epica città di Alessandria.
Questa è una spedizione impegnativa, consigliata a chi ha già provato
l'esperienza di altri deserti e che vuole concludere, nel migliore dei modi,
l'esperienza sahariana. Poche sono le piste segnate, o quasi nulle, bisogna
quindi affidarsi all’esperienza degli autisti e del capo spedizione, per
trovare i passaggi più convenienti, e a volte, ciò comporta svariati
tentativi con impiego di tempo ed energie da parte di tutti. Un itinerario
completo ed intenso, un’esperienza unica, un viaggio “ricerca” che si
distingue completamente da tutte le altre spedizioni, un altro Egitto.
1° giorno : Italia -
- Il Cairo
Partenza dall’Italia con volo di linea per il Cairo. All’arrivo nella capitale
egiziana trasferimento in hotel. Pernottamento in hotel, cena libera.
2° giorno : Il Cairo – Bahariya –
Deserto Bianco
Dopo la prima colazione in hotel partenza con le vetture fuoristrada in
direzione sud, raggiungendo attraverso una buona strada asfaltata la piccola
oasi di Bahariya. Sosta per il pic-nic. Si prosegue inoltrandosi nelle
prime propaggini del deserto bianco, attraverso cordoni di dune e formazioni
rocciose dalle strane forme a “fungo”. Osservandolo da lontano, il calcare
friabile eocenico è talmente bianco e riflettente da sembrare neve.
Proseguendo verso sud si oltrepassa anche l’oasi di Farafra. Campo nel
deserto, nei pressi di Abu Minqar.
3° giorno : Deserto Bianco – Farafra –
Dakhla (320 km)
Dopo la prima colazione partenza per
il deserto bianco. Lasciato l’asfalto si iniziano ad intravedere le
formazioni rocciose dalle strane forme a “fungo” che emergono dal Deserto
Bianco. L’erosione del vento nel corso degli anni ha creato paesaggi di
inaspettata e rara bellezza, monoliti, pinnacoli, forme animali…
osservandolo da lontano, il calcare friabile eocenico è talmente bianco e
riflettente da sembrare neve. Il paesaggio muta notevolmente dal bianco
riflettente del calcare eocenico, si passa lentamente alle formazioni
rocciose nere, ed al giallo della sabbia del Western Desert che circondano
la depressione di Baharya. Partenza in direzione dell’oasi di Dakhla.
All’arrivo visita del villaggio di El Qasr, che domina dall’alto l’intera
oasi e presenta tipiche abitazioni in mattoni crudi con alcuni portali
decorati e una moschea tipica del periodo ayubide. Visita alla necropoli di
El Mozawaka, che risale al periodo romano e conserva alcune tombe finemente
affrescate, la più famosa è senza dubbio quella di Petosiris. Sistemazione
in hotel, pensione completa.
4° giorno : Sugar Loaf – Abu Balass
Inizio la vera e propria spedizione attraverso il “Grande mare di Sabbia” e
il mitico “Gilf Kebir”, l’angolo vuoto dell’Egitto. Si fiancheggia la
collina di Abu Ballas (Padre delle Giare). Questa collinetta è stata
utilizzata come un segnavia naturale fin dal tempo dei viaggiatori che dalle
oasi egiziane si recavano a Kufra o si spostavano verso il Gebel Uweinat.
Abu Ballas mantiene tuttora questa funzione di insegna naturale. Per
consentire la traversata del deserto verso ovest fino al successivo punto
d'acqua, fin da epoca molto antica venne realizzato ai fianchi della collina
un deposito d'acqua usando anfore e giare, oggi è ormai ridotto a pochi
miseri cocci che giacciono sulla sabbia in prossimità della collina.
dal 5° al 11° giorno : Gilf Kebir –
Jebel Uweinat
Sosta alle mud pans, depositi argillosi caratterizzati da un’incredibile
colorazione rosa che li rende molto spettacolari. Si attraversano gli
immensi campi di deserto, per giungere nell’angolo vuoto dell’Egitto, El
Gilf El Kebir. Anche qui, come nel resto del Sahara, si trovano pitture e
incisioni di notevole bellezza, risalenti al periodo in cui il Sahara era
verde e bagnato dai grandi corsi d’acqua. La maggior parte delle pitture
sono collocate al periodo Pastorale, che nel Gilf Kebir termina precocemente
rispetto al resto della regione Sahariana. La traversata si snoda verso la
regione del Gilf Kebir Plateau, i versanti e il favoloso interno. La sabbia
è rossastra, a causa dell’alto contenuto di ossidi di ferro e crea delle
bande alternate di colore giallo ed arancione di grande effetto. Si
attraversano belle piane sabbiose per raggiungere Il Plateau del Gilf Kebir,
che prende le sembianze di una farfalla dalle ali aperte. Tutta l’area è
assolutamente priva di pozzi ormai da secoli e quindi non frequentata da
nomadi, è per questo motivo che raramente si trovano piste e sentieri
tracciati e questo costringe la guida sahariana ed i bravissimi autisti alla
ricerca dei passaggi migliori fra grandiose dune e pareti rocciose. Si
esplora il lato est del Gilf Kebir e si attraversano i canyons dirigendosi
verso il lato ovest del Plateau. Tra i siti con pitture rupestri
preistoriche, si visita anche la Qantara Cave, con rappresentazioni di
bestiame e la Grotta dei Nuotatori. Giornata dedicata all’esplorazione della
cosiddetta grotta Foggini Cave, scoperta nel maggio del 2002 dal viaggiatore
italiano Massimo Foggini. La grotta contiene una stupefacente quantità di
pitture e incisioni ben conservate. Ancora da documentare e studiare, questo
luogo di riparo Neolitico è alla lunga il più ricco mai trovato in questa
zona dell’Africa Nord orientale. Scendiamo l’altopiano e raggiungiamo la
regione montagnosa del Jebel Uweinat. Noto in precedenza da racconti di
carovanieri, il Jebel Uweinat fu scoperto il 28 Aprile del 1923 dal principe
e diplomatico egiziano Ahmed Hassanein Bey che per primo ne fissò la
posizione con rilievi astronomici. In questa regione ci sono numerosi
reperti di ceramica del neolitico. Campi. Pensione completa.
dal 12° al 14° giorno : Silica Glass –
Il grande mare di sabbia
Si esce dalla regione del Gilf Kebir per entrare, dopo una piatta e monotona
distesa, in quella del Grande Mare di Sabbia. Non basta la denominazione per
dare l’idea di ciò che si vedrà nel corso di queste giornate: gigantesche
dune “a dorso di balena” che possono raggiungere anche i 3 metri di
larghezza, separate da ampi corridoi interdunali, miraggi, immensi erg di
soffice sabbia dorata, infiniti orizzonti, uno spettacolo della natura da
godere nei silenzi infiniti. Nella zona meridionale del Gran Mare di Sabbia
vi è un'ampia area ellittica dove nel suolo fra le dune è possibile trovare
frammenti di vetro composto quasi interamente da silice (Silica Glass Area).
Questo vetro, noto come Libyan Desert Silica Glass, si è originato per
effetto di un impatto cosmico, con una meteorite o cometa, circa 9 milioni
d'anni fa, il colore del vetro cambia dal verde-smeraldo al giallo pallido.
I primi segnali che si sta lasciando il Grande Mare di Sabbia si hanno
incontrando rocce affioranti e cespugli verdi, alcuni dei quali sembra
crescano apparentemente senza difficoltà anche sui fianchi ripidi delle dune
dove formano macchie verdi che contrastano visibilmente con la tinta gialla
della sabbia. Si incontreranno i resti del campo lasciato dal grande
esploratore britannico R.A. Bagnold che è stato il primo ad attraversare le
gigantesche dune a dorso di balena del Gran Mare di Sabbia con delle
automobili e quindi ad inventare dal nulla la giusta tecnica per scavalcare
le dune e per disinsabbiare le macchine bloccate dalle inevitabili chiazze
di sabbie soffici. Campi, pensione completa.
15° giorno : Il grande mare di sabbia -
Siwa
Usciamo dal “il grande vuoto” dopo 10 giorni di deserto incontriamo
all’orizzonte il profilo della collina principale che sovrasta l’Oasi di
Siwa. L’Oasi di Siwa è conosciuta soprattutto per il celeberrimo episodio
della premonizione ad Alessandro il Macedone detto Magno, che avrebbe
conquistato il mondo e che lui era il figlio di Zeus. Ma Siwa ha da sempre
rappresentato il passaggio tra il mondo egiziano e quello Greco e Libico
(non dimentichiamoci che a ovest di questa oasi sorgeva Cyrene). Abitata da
una popolazione di discendenza berbera, Siwa é un oasi tipicamente
nord-africana, completamente diversa dalle altre oasi egiziane per
tradizioni, usi, costumi e linguaggio. Costruita su una collina e circondata
da un muro protettivo si trova Shali, la città-fortezza. Per secoli essa ha
rappresentato l'unica zona abitata dell'oasi e la sua struttura ne
testimonia chiaramente l'aspetto difensivo. Poco distante, si innalza la
montagna conica Jebel el Mawta, la Montagna dei Morti, che ospita decine di
tombe, alcune delle quali ancora ben conservate. Il villaggio abbandonato di
Aghurmi, l'insediamento originale dell'oasi, é arroccato su uno sperone
roccioso nel centro di un grande palmeto. Qui si trova il Tempio
dell'Oracolo di Ammone, risalente al periodo greco-romano. Numerose le
limpide sorgenti che sgorgano dalle rocce nei dintorni: merita senz'altro
una visita la più famosa di esse, la Sorgente del Sole o Bagno di Cleopatra.
Sistemazione in hotel cena e pernottamento. Pensione completa.
16° giorno : Siwa – El Alamein -
Alessandria
Partenza per il Alessandria via Marsa Matruh (sulla costa) lungo la strada
troviamo il sacrario e il cimitero italiano. Nell’ultima guerra mondiale in
queste lande battute dal sole del Sahara si è combattuta una delle due
battaglie decisive di questo conflitto (l’altra è Stalingrado). Qui le
armate Italo Tedesche guidate dal Generale Rommel furono sconfitte dagli
alleati Anglo Americani dove persero al vita migliaia di nostri giovani
connazionali, che malgrado l’enorme divario di mezzi riuscirono ad resistere
dimostrando un coraggio e un valore fuori del comune. In onore di queste
giovani vite spezzate è stato eretto questo cimitero-sacrario a monito per
le future generazioni. Proseguiamo per Alessandria, tempo a disposizione per
la visita della città più importante del mediterraneo orientale
dell’antichità. Sistemazione in hotel e cena libera. Pernottamento.
Pensione completa.
17° giorno : Alessandria - Cairo
Partenza per il Cairo, arrivo e sistemazione in hotel. Pranzo libero, tempo
a disposizione per la visita della città. cena e pernottamento in hotel.
18°
giorno : Il Cairo -
- Italia
Dopo la prima colazione trasferimento
in aeroporto e partenza con volo di linea di rientro in Italia.
| Quota di partecipazione: |
2.600 euro |
| Valida fino al 28 dicembre
08 |
minimo 4 persone |
La quota include:
Passaggi aerei da Milano e Roma con voli di linea in classe economica
15 Kg. Di franchigia bagaglio
Sistemazioni in hotel / tenda
in camera doppia come indicato
Trattamento di pensione completa durante tutto il
tour
Trattamento di pernottamento e prima colazione al Cairo
Tutto il materiale da campo compreso sacco a pelo e cuscino
Visite ed escursioni come da programma
Accompagnatore esperto del deserto parlante inglese
Assistenza di personale locale qualificato parlante inglese
Accompagnatore dall’Italia per minimo 10 partecipanti
La quota non include:
Spese di ottenimento visto
Tasse aeroportuali
Eventuali tasse aeroportuali, di sicurezza e tasse doganali terrestri
pagabili solamente in loco
Bevande
Mance
Extra personali
Quota gestione pratica, include assicurazione annullamento
(vedi
condizioni e costi)
Quanto
non specificato alla voce “la quota include”
Supplementi:
Supplemento accompagnatore parlante italiano, 250 euro
Supplemento alta stagione,
200 euro (dal 01 al 30 aprile ed eventuali altre date da comunicare)
Supplemento
singola, 150 euro
Partenze 2008
Gennaio 6, 27
Febbraio 17
Marzo 16
Aprile
6
Ottobre 12
Novembre 30
Dicembre 28
Hotel previsti o similari:
5* Hotel
Il Cairo 2 notti
-* Oasis hotel Dakhla
1 notte
-* Safari Paradise hotel
Siwa 1
notte
-* Hotel Metropole
Alessandria 1 notte
-* Tenda ad Igloo Nei Campi 11 notti
Clima:
Durante il periodo invernale (Novembre - Marzo) sulla costa mediterranea il clima è
variabile, mite e soleggiato, nel periodo estivo le temperature si alzano a
punte massime di 38 gradi, ma sempre mitigate dalla brezza marina, le minime
si aggirano sui 20°/22°. Nel sud del Paese e quindi in tutta la fascia
desertica le temperature nel periodo estivo sono molto alte (45°/50°), con
un variabile tasso di umidità. La stagione più indicata per il viaggio va da
ottobre a maggio, corrispondente al periodo più temperato dell’anno. Nei
mesi di dicembre/gennaio le temperature medie diurne rimangono intorno ai
20°/25°, con una forte escursione termica durante la notte, dove scendono
sino a 5°.
Note operative:
In vetture fuoristrada Toyota Land Cruiser 4x4
durante il circuito sahariano (4/5 passeggeri per macchina). I pranzi sono
solitamente dei pic-nic consumati lungo il tragitto, mentre colazione e cena
sono preparati al campo. Il viaggio è sicuramente di forte impatto emotivo,
ma alquanto faticoso, si snoda su percorsi sabbiosi, senza alcuna pista
tracciata, quindi capiterà di dover scendere dalle vetture e dare una mano a
“spingere” i mezzi per l’attraversamento delle dune; questo, aggiunto al
comfort ridotto e ai pernottamenti in tenda, richiede spirito di adattamento
e collaborazione. I partecipanti dovranno provvedere a montare e smontare le
proprie tende.

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