|

GHANA TOGO BENIN
Tour : "I
villaggi dell'Africa Animista"
Codice :
GHTC1303
Tipologia : spedizione antropologica in occasione delle Feste di
Akwasidae o di Egun.
Durata : 13 giorni / 11 notti
Partenze individuali : su richiesta, minimo due partecipanti.
Partenze di gruppo : vedi date a fondo pagina.
Periodo indicato : Il viaggio è effettuabile tutto l’anno.
Indicato il periodo che va da ottobre ad aprile.
A partire dal XVI° secolo il grande commercio di oro africano si spostò
dalle rotte trans-sahariane a quelle marittime, dominate dalle nascenti
potenze portoghese e olandese e in seguito inglese. Ben presto tale
commercio fu affiancato dalla ben triste nota tratta degli schiavi,
richiesti per lo sfruttamento delle colonie americane. Protagonisti di
questa era furono i regni del Gruppo Akan, gli Ashanti e il regno del
Dahomey. In questo viaggio andiamo a scoprire uno degli scorsi meno noti
ma più affascinanti di tutta l’Africa oltre che visitare affascinanti
popoli tribali. Circuito consigliato a chi ama scoprire la varietà delle
popolazioni e del paesaggio. Anche la storia è passata da queste parti,
dal fantastico regno degli Ashanti ai castelli europei dell’epopea dei
commerci via mare.
1° giorno : Italia –
– Lomè
Partenza in volo e arrivo a Lome Capitale del Togo. Trasferimento in
hotel. Pernottamento.
Pasti: -/-/-
2° giorno : Lomè – Accra - Kokrobite
Interessante città africana, in rapida evoluzione, Accra ha saputo
conservare un’identità, che si riflette nei quartieri moderni, come
anche in quelli vecchi, dove si moltiplicano le attività tradizionali. I
verdeggianti quartieri amministrativi, composti da eleganti ville della
prima metà del Novecento, ci ricordano che questa fu la più prosperosa
delle colonie britanniche d’ Africa. Entreremo in città attraverso il
quartiere dove abitano i fabbricanti di sarcofagi, dalle forme “fantasy”.
Con estro escono fuori dalle loro mani bare a forma di frutti, pesci,
aerei, animali... Questi prodotti potrebbero far bella figura in
qualsiasi centro d’arte moderna. Sistemazione in hotel a Kokrobite, cena
e pernottamento.
Pasti: C/P/C
3° giorno : Kokrobite - Elmina
Prima colazione e partenza per la città di Elmina: nome legato alla
storia dell’Africa, ma anche alla storia di tutta l’umanità. Nel 1482
Cristoforo Colombo e Bartolomeo Diaz arrivarono qui con una dozzina di
caravelle per costruire un castello sotto l’autorità portoghese. I
luoghi scelti erano legati alla possibilità di sfruttamento d’oro. Ecco
l’inizio della storia d’Elmina: un castello, un porto, un villaggio,
considerato il pîù antico ( 5 secoli) punto di contatto fra Africa Nera
ed Europei. Il castello che si visita oggi è il risultato dei lavori
realizzati da Portoghesi, Olandesi, Inglesi e autorità locali. Nel corso
della sua storia è stato utilizzato come luogo fortificato di stoccaggio
d’oro, d’avorio, di legno pregiato, ma anche di schiavi. Oggi è
considerato Patrimonio dell’Umanità. La città d’Elmina è un tipico porto
di pesca con centinaia di grandi piroghe colorate che tutti i giorni
affrontano l’oceano. I vicoli di quest’antico villaggio di pescatori ci
faranno respirare un’atmosfera vivace e fuori del tempo. Le antiche
costruzioni portoghesi, oggi abitate da dei locali, giacciono
contrapposte ai templi delle “compagnie asafo”, in cui i guerrieri
depositano offerte votive.
Pasti: C/P/C
4° giorno : Elmina – Kumasi
Kumasi è una città che puo’ vantare un passato ma anche un presente. Un
passato, prima di tutto, centrato intorno ai re ashanti che dalla fine
del 17° secolo ad oggi hanno mantenuto vive le tradizioni e la forza del
popolo ashanti; il presente, rappresentato da floride attività
economiche, che traggono profitto dalle opportunità offerte dalla
foresta e dalle miniere d’oro soggiacenti. L’incontro con la città
comprenderà questi due aspetti tramite la visita al museo ashanti del
centro culturale e la visita del mercato, uno dei mercati all’aperto più
vasti dell’Africa Occidentale. Nel pomeriggio si assisterà ai funerali
ashanti. I funerali presso gli Ashanti sono una celebrazione festosa in
memoria del defunto e costituiscono un evento distinto e successivo alla
sepoltura. Questa cerimonia segna il passaggio allo stato di spirito
antenato e protettore del clan, come tale venerato. Familiari, amici e
conoscenti, a volte alcune centinaia, intervengono indossando il costume
tradizionale, un largo panno rosso o nero portato come una toga. I capi,
all’ombra di grandi parasoli colorati, partecipano a queste celebrazioni
circondati da tutta la corte. Dopo i saluti rituali, espressi secondo le
norme della tradizione, tutti prendono posto per assistere alle danze,
che perpetuano nel tempo gesti estremamente raffinati e ricchi di una
simbologia erotica e guerriera.
Pasti: C/P/C
5° giorno : Kumasi – Techiman
La domenica mattina Kumasi si risveglia lentamente. Le sue vie, non
troppo trafficate, si concedono allora allo sguardo del viaggiatore,
curioso di cogliere da vicino qualche dettaglio, che rende la città
speciale: le costruzioni coloniali intorno al mercato, le insegne
pubblicitarie dipinte a mano con uno stile originale che qualcuno non
esita ad accostare all’urban art, il treno che attraversa il mercato e
che a volte vi si ferma nel mezzo, i fedeli che si recano alla Chiesa
indossando l’abito della domenica perfettamente alla moda perché
perfettamente fuori moda. La visita della città sarà riempita
dall’attenzione dedicata a questi dettagli e ad altri ancora. Il Museo
del Palazzo Reale ci aprirà le porte, con la sua collezione unica
d’oggettistica ashanti.
Pasti: C/P/C
6° giorno : Techiman – Tamale
Nella regione del Brong Afo abbandoneremo la strada per seguire una
pista fra muri di vegetazione che ci porta alla foresta sacra di Fiema
Boabeng. Gli abitanti di Fiema e Boabeng considerano le scimmie Colobus
e Monas delle incarnazioni degli antenati e quindi le rispettano come
spiriti tutelari. Le scimmie Monas sono piccole e verde-marrone, in
questa regione non temono l’uomo ed entrano nei villaggi e nelle case,
dove è comune vederle, “rubare” del cibo. Le belle scimmie Colobus hanno
un manto di lunghi peli neri su tutto il corpo all’eccezione della coda
e del volto cerchiato di bianco. Ricercate per la pelliccia e per la
carne, le Colobus sono in via d'estinzione in tutto il resto del
continente africano. Le Colobus vivono sulla cima degli alberi nella
foresta, completamente indifferenti al passaggio degli uomini. Una
passeggiata ci porterà a scoprire la foresta i suoi alberi giganti
avvolti in una luce smeraldina ed ad incrociare numerosi branchi di
scimmie Monas e Colobus. Nella regione di Kintampo visiteremo le
cascate. Siamo ai margini settentrionali delle grandi foreste. Un tuffo
nel fresco prima del salto verso territori semi saheliani dove domina il
caldo secco. Nel giro di qualche decina di chilometri il contesto
cambierà: la natura, le popolazioni. Un’altra Africa, quella dei grandi
spazzi della savana. I Gondja costruiscono villaggi d’argilla e di
paglia nei grandi spazzi della savana, all’ombra di giganteschi Baobab
gli anziani si riuniscono in consiglio.
Pasti: C/P/C
7° giorno : Tamale – Kara
I Dagomba rappresentano un ottavo dell’intera popolazione del Ghana. I
loro villaggi dalle grandi capanne rotonde, hanno un alto tetto di,
paglia dalla tipica forma conica. Gli abitanti, dediti all’agricoltura,
si sono stabiliti da tempo su questi territori, condividendolo con altri
gruppi, tra i cui i Konkomba. Stop in un villaggio Konkomba, popolato
da... streghe. In un quadro di architettura tradizionale saremo accolti
cordialmente da donne sulle quali pesa l’accusa di essere delle streghe.
Considerate come responsabili di fatti gravi quali la morte di un
giovane, una malattia improvvisa, un raccolto mal riuscito... queste
donne sono esiliate in appositi villaggi, dove la presenza di un
feticcio speciale è in grado di “controllarle”. La loro accoglienza
gentile e sorridente fa da contrasto con le storie gravi che
giustificano il loro esilio. Un’architettura tradizionale semplice,
riadattata alle esigenze di una comunità speciale fa da quadro ad un
villaggio esteso e pulito. Incontro con i Bassar, che hanno sviluppato e
conservato tecniche tradizionali di produzione del ferro. Visiteremo un
antico altoforno d'argilla e saremo introdotti alle tecniche di fusione.
Conoscenze empiriche di geologia e convinzioni magiche si mescolano in
questa forma arcaica di siderurgia, diventando quasi un'esperienza
d'alchimia.
Pasti: C/P/C
8° giorno : Kara – Sokode
Una pista attraverso la catena collinare dell'Atakora ci condurrà
all'incontro dei Tamberma. Per ragioni di difesa hanno trovato rifugio
da secoli nella catena montuosa dell'Atakora, su un territorio
dall'accesso difficile che ha permesso di sfuggire a tutti gli influssi
esterni e principalmente alla tratta negriere verso il nord Africa
islamizzato. Secondo gli specialisti le loro origini li accomunano ai
Dogon del Mali: con loro condividono una fedeltà assoluta alle proprie
tradizioni animiste. Prova ne è la presenza di grandi feticci, a forma
fallica, all'entrata delle loro case. Le dimore, di singolare bellezza,
sono in forma di minuscoli castelli costruiti su tre piani. Architetti
di avanguardia come Le Corbusier sono rimasti colpiti per la plasticità
delle forme di queste dimore fortificate. Con il permesso accordatoci
dagli abitanti entreremo nelle loro case per comprendere il loro stile
di vita. In serata, danza del Fuoco. Festa tradizionale della
popolazione Tem nel Togo. Al centro del villaggio un gran fuoco illumina
i presenti, che danno avvio alle danze al ritmo incalzante dei tamburi.
I danzatori in stato di trance si lanciano nelle braci, le prendono in
mano e in bocca, se le passano ovunque sul corpo senza riportare alcuna
bruciatura né dare segno di dolore. Coraggio? Autosuggestione? Magia?
Difficile spiegare una tale performance.Forse sono proprio i feticci che
proteggono contro il fuoco. Bisognerebbe provare per credere e… credere
per provare.
Pasti: C/P/C
9° giorno : Sokode – Bohicon
Scendendo in direzione sud, costeremo presso un importante luogo di
culto vudù. La presenza di migliaia di bastoncini infilati nel terreno
ricorda l’innumerevole serie di preghiere che sono state rivolte al Dio
locale per soddisfare bisogni della vita di tutti i giorni : un buon
raccolto, un felice matrimonio, un parto senza problemi, una promozione
scolastica… Visita del Palazzo Reale d'Abomey, i cui muri sono decorati
con i simboli degli antichi re del Dahomey. Il palazzo è ora un museo
che conserva tra l'altro le spoglie mortali dei re ed un tempio
costruito con argilla mischiata con polvere d'oro e sangue umano. Il
Regno del Dahomey stabilì le basi del proprio potere su uno stato
permanente di guerra che gli permise di catturare prigionieri da
rivendere come schiavi. L'esercito reale era formato anche da truppe
femminili, che si caratterizzavano per l'audacia e la bellicosità.
Pasti: C/P/C
10° giorno : Bohicon – Grand Popo
Qualche chilometro a nord di Cotonou si estende una regione lacustre che
accoglie Ganvie, esteso villaggio sulle palafitte. Una grande piroga vi
ci condurrà. Gli abitanti, dell’etnia Tofinou, costruiscono le loro
capanne su dei pali di teck e ricoprono i tetti delle loro abitazioni
con una spessa coltre di paglia. La pesca è l’attività principale di
questa popolazione in cui l’isolamento ha permesso di conservare le
abitudini e le regole di costruzione originarie. Nelle piroghe, che
uomini, donne e bambini conducono con facilità con l’aiuto di lunghe
pertiche, si scandisce la vita quotidiana. E’ sulla piroga che si va a
pesca, ci si sposta, si mettono in mostra le merci da vendere al
mercato, si canta accompagnando il ritmo delle pertiche. Raggiungeremo
l’Oceano nei pressi di Ouidah che è considerata la capitale del vudù
africano. In questa città, antico porto del traffico negriero
dall'architettura afro-portoghese decadente coabitano uno di fronte
all'altro il tempio dei pitoni e la cattedrale cattolica. La lentezza
dei personaggi inondati dal sole... il battito lontano delle onde sulla
spiaggia... il ritmo dei tamburi rappresentano l'eco mormorante di
colonne di schiavi imbarcati su queste spiagge. Un'atmosfera al di fuori
del tempo, ben descritta da Chatwin nel suo libro « Il viceré di Ouidah
». A Ouidah visiteremo il Tempio dei Pitoni, dove questi serpenti sono
venerati come Vudù protettori della città ; la via del non-ritorno
percorsa dagli schiavi prima di essere imbarcati in direzione del nuovo
mondo.
Pasti: C/P/C
11° giorno : Grand Popo – Lac Togo
In tutto il litorale del Benin e del Togo il vudù è la religione
animista di riferimento, tramandata dagli antenati e ancora praticata
con fervore. Quest’esperienza religiosa è molto più ricca e complessa di
quanto ritenuto dagli occidentali, secondo i quali il vudù sarebbe solo
una banale forma di magia nera. Si tratta invece di una religione che dà
senso e ordine alla vita di milioni di persone, qui e altrove nel mondo.
Nelle città e nei villaggi si può assistere a cerimonie durante le
quali, tra percussioni e canti, i Vudù invocati s’impossessano di alcuni
adepti, dando luogo ad autentiche manifestazioni di trance.
Pasti: C/P/C
12° giorno : Lac Togo – Lomè –

Lome è una città ordinata : da una parte il calmo quartiere
amministrativo, dove si lasciano ammirare alcuni begli immobili in stile
coloniale ; dall’altra il vivace quartiere degli affari, dominato dal
mercato centrale. In periferia il mercato dei feticci di Lome, dove sono
messi in vendita gli ingredienti dei sacrifici vudù. E' qui che i vari
adepti dell'animismo locale vengono a comprare gli elementi necessari
per i loro culti. I responsabili del mercato ci mostreranno alcuni «gri-gri»
prodotti per risolvere i problemi della vita di tutti i giorni.
Pasti: C/-/-
13° giorno : Italia
Arrivo in Italia e fine dei nostri servizi.
Pasti: -/-/-
|
Quota di
partecipazione BS |
|
€ 3.840 |
€ 2.820 |
€ 2.590 |
|
Validità
tariffe fino al 17 luglio e al 10 agosto al 19 dicembre |
|
2/3 persone |
4/5 persone |
6/9 persone |
|
Quota di
partecipazione AS |
|
€ 4.060 |
€ 3.040 |
€ 2.800 |
|
Validità
tariffe dal 18 Luglio al 09 Agosto e dal 20 al 30 dicembre |
|
2/3 persone |
4/5 persone |
6/9 persone |

|